giovedì 21 febbraio 2013
martedì 22 gennaio 2013
Articolo "Cavalli&Cavalieri" 12/09
A beneficio dei lettori riporto l'articolo: "Non si può fare finta di niente", scritto in collaborazione con la rivista "Cavalli&Cavalieri", tratto dal numero di dicembre 2009:
Per vedere l'articolo, clicca qui:
https://docs.google.com/file/d/0B8kvRtcolmhRZ2xZWDA5czdvUHM/edit
Per vedere l'articolo, clicca qui:
https://docs.google.com/file/d/0B8kvRtcolmhRZ2xZWDA5czdvUHM/edit
lunedì 24 dicembre 2012
Video: Marta e Sissy
Il cavallo usa quello che gli viene insegnato per difendersi o per sottrarsi agli aiuti, se le nozioni di base non sono chiare, e se la leggerezza agli aiuti che deve accompagnare il cavallo in tutto il suo addestramento viene meno. Per esempio, può usare i passi indietro per scappare, la groppa in dentro per intraversarsi, o addirittura il piaffer per rifiutare di avanzare. Può anche usare l'estensione dell'incollatura per appesantirsi alla mano e smettere di reagire alle gambe.
L'estensione dell'incollatura è una tappa fondamentale nell'addestramento del cavallo. Alla cavalla del video è
stata insegnata l'estensione dell'incollatura grazie a un lavoro di azione-reazione. In questa lezione, però, si vede come la cavalla aveva cominciato a usare l'estensione come "rifugio", perdendo la mobilità della bocca e diventando meno leggera alla gamba.
L'estensione dell'incollatura è una tappa fondamentale nell'addestramento del cavallo. Alla cavalla del video è
stata insegnata l'estensione dell'incollatura grazie a un lavoro di azione-reazione. In questa lezione, però, si vede come la cavalla aveva cominciato a usare l'estensione come "rifugio", perdendo la mobilità della bocca e diventando meno leggera alla gamba.
Ecco un caso che dimostra come non sempre l'estensione dell'incollatura è la cosa migliore da farsi in un determinato periodo di lavoro, e come una bella estensione dell'incollatura non è necessariamente indice di leggerezza alla gamba e alla mano.
venerdì 16 novembre 2012
Video: estratto di lezione settembre 2012
Il cavallo, in questo video, è reduce da un lavoro con l'incollatura mediamente alta e frequenti transizioni, rilevando l'incollatura stessa, per aprire la nuca e mobilizzare la bocca.
Nel filmato chiedo all'allieva di arrotondare e abbassare un po' l'incollatura nella spalla in dentro, non essendoci più la necessità di tenerlo alto, cosa che avviene abbastanza bene.
Infine, estensione completa dell'incollatura.
mercoledì 26 settembre 2012
Half-Parade e demi-arret
Su una rivista tedesca, "Dressur-Studien", nel febbraio 2011 è apparsa una intervista a Philippe Karl dove vengono analizzate le differenze fra la mezza fermata francese (demi-arret) e la mezza fermata tedesca, che è anche quella ufficiale (half-parade). Ecco una delle domande che riassume un po' i termini della questione:
"(...) D.: Quale è la differenza fra demi-arret e half-parade?
R.: Sono due procedimenti in antitesi, che rivelano due filosofie equestri incompatibili.
- Nell''half-parade si spinge e si tiene (o si tira) simultaneamente. Si esercita una forte pressione sulla lingua e sulle barre: dolore, contrazione, necessità di capezzine strette al massimo. Il cavaliere si aspetta un raccorciamento delle basi da dietro. Noi abbiamo visto che ciò non corrisponde alla realtà. (Si veda al proposito su questo stesso blog "L'impegno dei posteriori", NdR).
- Il demi-arret è un intervento della SOLA mano, applicato al filetto, e verso l'alto. La pressione è limitata alla commessura labiale. Suo obiettivo: alleggerire il contatto e riequilibrare il cavallo per il rilevamento della sua incollatura. (L'operazione vale anche per la "cessione della mascella" nella "discesa di mano").
L'uno (il demi-arret, NdR) riequilibra il cavallo, l'altra (l'half parade, NdR) lo comprime inutilmente.(...)"
La posizione di Philippe Karl sull'argomento non lascia adito a dubbi. Ho voluto riportare questo frammento di intervista per introdurre degnamente il mio nuovo articolo apparso su www.passioneacavallo.com, che parla della mezza fermata:
http://www.passioneacavallo.com/index.php?option=com_k2&view=item&id=992:la-mezza-fermata-di-massimo-basili&Itemid=18
"(...) D.: Quale è la differenza fra demi-arret e half-parade?
R.: Sono due procedimenti in antitesi, che rivelano due filosofie equestri incompatibili.
- Nell''half-parade si spinge e si tiene (o si tira) simultaneamente. Si esercita una forte pressione sulla lingua e sulle barre: dolore, contrazione, necessità di capezzine strette al massimo. Il cavaliere si aspetta un raccorciamento delle basi da dietro. Noi abbiamo visto che ciò non corrisponde alla realtà. (Si veda al proposito su questo stesso blog "L'impegno dei posteriori", NdR).
- Il demi-arret è un intervento della SOLA mano, applicato al filetto, e verso l'alto. La pressione è limitata alla commessura labiale. Suo obiettivo: alleggerire il contatto e riequilibrare il cavallo per il rilevamento della sua incollatura. (L'operazione vale anche per la "cessione della mascella" nella "discesa di mano").
L'uno (il demi-arret, NdR) riequilibra il cavallo, l'altra (l'half parade, NdR) lo comprime inutilmente.(...)"
La posizione di Philippe Karl sull'argomento non lascia adito a dubbi. Ho voluto riportare questo frammento di intervista per introdurre degnamente il mio nuovo articolo apparso su www.passioneacavallo.com, che parla della mezza fermata:
http://www.passioneacavallo.com/index.php?option=com_k2&view=item&id=992:la-mezza-fermata-di-massimo-basili&Itemid=18
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